Numeri del primo trimestre superiori alle aspettative, un gruppo trasformato e plasmato sui tempi correnti. L’addio di Roberto Cingolani - oggi l’assemblea di Leonardo nominerà al suo posto Lorenzo Mariani, attuale amministratore delegato di Mbda Italia, il principale consorzio europeo costruttore di missili - è fatto di numeri, che poi sono il terreno preferito del Cingolani scienziato, numeri importanti che tracciano il percorso del gruppo. Ma anche di uno stile di grande appropriatezza che ha rivendicato i risultati ottenuti e ricevuto, nell’incontro con i giornalisti, i principali attestati di stima dalla stampa internazionale.

I numeri: a cominciare dal prezzo delle azioni di Leonardo (che anche ieri hanno chiuso con un più 4,50% dopo la diffusione dei risultati della trimestrale approvati dal Cda) è passato da 10 euro e mezzo a più di 54: è un +430 per cento. E poi il portafoglio ordini che superato la soglia dei 56 miliardi di euro, anche per effetto del consolidamento del business Idv (Iveco Defence Vehicles), che ha determinato un impatto di circa 5,6 miliardi di euro assicurando una copertura in termini di produzione superiore a 2,5 anni. Il risultato netto adjusted, pari a 184 milioni di euro (+60% rispetto al periodo comparativo), si presenta altresì in crescita. «Nel primo trimestre 2026 - ha detto Cingolani - abbiamo conseguito ottimi risultati. Tutti i principali indicatori economico finanziari registrano significativi progressi, a conferma dell’efficacia delle azioni commerciali e operative poste in essere dal gruppo e della strategia tecnologica integrata alla base del piano industriale. La revisione al rialzo sul rating, da parte di Moody’s, e sull’outlook, da parte di Standard & Poor’s, rappresentano - ha continuato - un ulteriore segnale sulla solidità finanziaria del Gruppo. La finalizzazione dell’acquisizione del business Difesa di Iveco Group costituisce un passaggio strategico rilevante che rafforza il nostro posizionamento nella difesa terrestre, completa il portafoglio e consolida il ruolo di Leonardo come Original Equipment Manufacturer capace di integrare software, hardware e servizi digitali per la sicurezza e la difesa». «Sono orgoglioso del lavoro svolto - ha concluso - sono certo che il nuovo vertice garantirà continuità. Gli ultimi tre anni sono stati fantastici. Credo che ci sia ampio margine per un’ulteriore crescita, l’andamento del primo trimestre è molto incoraggiante». Nessuna polemica per la sostituzione dopo appena un mandato fatto di risultati brillanti e della trasformazione del gruppo in un player mondiali nell’aerospazio, nella cybersecurity e nella difesa fatto attraverso accordi e acquisizioni strategiche che hanno non solo dato una fisionomia di solidità a Leonardo ma potenziato enormemente la capacità dell’industria nazionale - in chiave europea, come l’accordo con la società tedesca Rheinmetall con l’obiettivo di formare un nuovo nucleo europeo per lo sviluppo e la produzione di veicoli militari da combattimento in Europa.