Una partita che non si gioca più soltanto sulla terra rossa di Roma o del Roland Garros, oppure sull’erba di Wimbledon. Si gioca nei dati, nelle piattaforme, nella capacità di trasformare un circuito globale in una macchina digitale più semplice per le atlete, più efficiente per l’organizzazione e più coinvolgente per i tifosi.

È il senso della partnership pluriennale annunciata da Accenture e Wta (Women’s Tennis Association): non una sponsorizzazione, ma un accordo tecnologico per modernizzare l’infrastruttura della Wta partendo, nella sua declinazione pratica, dal ridisegno della “Player Zone”, la piattaforma con cui le giocatrici gestiscono tornei, ranking, programmi, viaggi e informazioni. Dietro l’operazione non c’è una semplice sponsorizzazione, ma un progetto industriale e tecnologico.

La Wta, che organizza oltre 50 tornei in 26 Paesi, sta puntando a un salto di qualità tecnologico per sostenere la crescita globale del circuito. Mauro Macchi, ceo di Accenture Emea e presidente di Accenture Italia, sintetizza così, parlando al Sole 24 Ore, il senso dell’operazione: «Il tennis femminile è uno degli sport più popolari e di maggior successo a livello mondiale e crediamo che il suo futuro sarà definito da ciò che costruiremo oggi». Per Macchi, la partita si giocherà sulla capacità di usare tecnologia e IA per reinventare il rapporto fra atlete, organizzazione e pubblico: «Ci sono ampie possibilità di mettere a fattor comune tecnologia, dati e IA per reinventare l’esperienza delle atlete e sostenere la crescita di questo gioco nel mondo».