La coppia olandese deceduta a bordo della Mv Hondius, la nave da crociera colpita da un focolaio di hantavirus,aveva visitato Cile, Uruguay e Argentina prima di imbarcarsi. Le autorità argentine hanno ricostruito le tappe del viaggio: marito e moglie erano arrivati nel Paese il 27 novembre, per poi recarsi in Cile e Uruguay prima di tornare di nuovo in Argentina il 27 marzo e imbarcarsi sulla nave il 1° aprile. Oltre ai due coniugi, finora, è morta una donna. Sono stati poi segnalati otto contagiati, cinque di questi confermati dall’Oms: in gravi condizioni un medico di bordo di nazionalità britannica. Alla partenza della crociera i passeggeri a bordo erano 149.

L’ipotesi del contagio

La prima ipotesi dell’Oms è che i coniugi, o forse solo il marito, si siano contagiati durante una gita per fare birdwatching in una discarica di Ushuaia, in Patagonia, prima della partenza in nave. Ed è qui che si stanno effettuando ricerche e analisi sui roditori della zona, endemicamente portatori della stessa sottospecie di virus diffuso sulla nave.

Per questo virus non esistono né cure né vaccini. La paura che si diffonda sta crescendo e l’Oms ha voluto precisare che l’hantavirus "non è il coronavirus. Si tratta di un virus molto diverso. Conosciamo questo virus, gli hantavirus esistono da parecchio tempo. Voglio essere categorica – ha detto Maria Van Kerkhove, direttrice ad interim del Dipartimento per la prevenzione e la preparazione alle epidemie e pandemie dell'Oms –, non è l'inizio di una pandemia, ma di un focolaio che abbiamo osservato su una nave. Finora abbiamo 5 casi confermati (ne sono stati segnalati altri tre, le verifiche sono in corso. Tre i morti, ndr) . Non è la stessa situazione di 6 anni fa". Anche perché l'hantavirus "non si diffonde allo stesso modo dei coronavirus. È molto diverso". La trasmissione può avvenire tramite "il contatto stretto e intimo. E la maggior parte degli hantavirus non si trasmette affatto tra persone. La maggior parte si trasmette all'uomo dai roditori, attraverso le loro feci o la loro saliva. Solo per questo particolare virus, il ceppo Andes, che è stato identificato qui, abbiamo osservato una trasmissione da uomo a uomo. E le azioni che si stanno intraprendendo sono precauzionali per prevenire un'ulteriore diffusione".