FELTRE - Vivere l’esperienza del parto in casa, ma in un contesto sicuro come quello dell’ospedale, così da garantire un intervento tempestivo in caso di complicanze. È questo l’innovativo percorso inaugurato nella mattinata di ieri all’ospedale Santa Maria del Prato di Feltre: il primo a livello regionale e uno dei pochi a livello nazionale. «Negli ultimi anni si è registrato un aumento delle richieste di parti in casa – sottolinea il commissario dell’Ussl 1 Dolomiti, Giuseppe Dal Ben –. Per questo il team del reparto di ostetricia e ginecologia ha strutturato un nuovo percorso che offre un’opportunità in più alle donne che scelgono di partorire in questo ospedale».

Sempre più famiglie desiderano vivere il parto in un contesto domestico, per rendere l’esperienza della nascita il più naturale possibile, con il minimo intervento degli specialisti. Ciò che spesso preoccupa, però, è la possibilità – sempre presente – di complicanze per la mamma e per il bambino. Da qui l’idea dell’équipe di Feltre: creare, all’interno dell’area parto del reparto di ostetricia e ginecologia, un ambiente il più possibile “casalingo”, nel quale, oltre alla coppia, sia presente solo l’ostetrica che gestisce l’intero evento. Uno spazio che può accogliere anche eventuali familiari, proprio per ricreare il calore domestico. Chi sceglie questo percorso accede a un’area dedicata del punto nascite, con una stanza dotata di letto matrimoniale, culla, divanetto, tavolino e armadio. Un’ulteriore stanza è invece destinata al parto, con la possibilità di utilizzare la vasca per il parto in acqua, oltre a comfort ormai consolidati come la musicoterapia e la cromoterapia. A pochi metri di distanza si trovano le sale parto tradizionali, con il team pronto a intervenire in caso di complicanze. «È evidente che non tutte possono intraprendere questo percorso – sottolinea il primario di ostetricia, Ilaria Pezzani –. È rivolto a chi desidera vivere il parto nel modo più naturale possibile, con l’assistenza della sola ostetrica, ma soprattutto a chi ha una gravidanza a basso rischio, che rappresenta circa il 70-80% dei casi». Resta comunque la possibilità, per la donna, di cambiare idea in qualsiasi momento: anche durante il parto può scegliere di ricorrere a terapie per il dolore. «Questo tipo di gestione – aggiunge la coordinatrice Elda Cengia – comporta benefici non solo a livello emotivo e di soddisfazione della coppia, ma anche pratico, con un aumento dei parti vaginali e una diminuzione dei tagli cesarei e dell’utilizzo di analgesici».