Il Ministero della Salute approva la vendita dei tagli tradizionali della trippa genovese, riccetto e castagnetta. Superati i dubbi legati alle norme europee, la decisione tutela una storica eccellenza ligure e garantisce certezze agli operatori del settore alimentare
La celebre tripperia di vico Casana a Genova, con il titolare Francesco Pisani
Genova – Fresca e gustosa, amatissima dagli appassionati della cucina tradizionale, dai prossimi giorni l’insalata di trippa, preparata con castagnetta e riccetto, potrà tornare sulle tavole dei genovesi.
I due tagli, simbolo della secolare tradizione gastronomica cittadina, a Genova non si potevano più vendere dallo scorso gennaio. Quando 400 chilogrammi di questi prodotti, congelati e regolarmente conservati, erano stati sequestrati dai veterinari della Asl 3 nella celebre tripperia La Casana, aperta dal 1811 nel vicolo omonimo del centro storico. Perché un regolamento europeo del 2004 dice che non possono essere usati nelle «preparazioni a base di carne gli organi dell’apparato genitale maschile e femminile». E questo sono, per la mucca, castagnetta e riccetto. Unica eccezione messa nero su bianco dalla norma europea sono i testicoli.
Ma nei giorni scorsi il Ministero della Salute ha dato il via libera alla loro commercializzazione: il parere positivo, formulato su richiesta della Regione Liguria, condivide l’interpretazione formulata dall’ente di piazza De Ferrari sull’impiego di questa materia prima per la produzione di alimenti destinati al consumatore finale. Una battaglia portata avanti con grinta e determinazione da Gabriella Colombo, titolare della tripperia La Casana, affiancata dall’avvocato Daniele Pomata: «È stato un calvario costellato da rabbia e ingiustizie - racconta - ma questa notizia mi solleva e mi riempie di gioia. Finalmente possiamo ricominciare. Castagnetta e riccetto rappresentano la metà del nostro fatturato: i 215 anni di storia delle bottega rischiavano di infrangersi sulla burocrazia».






