“Un eccesso di mortalità pari a 68-74 decessi nel reparto di cardiochirurgia tra il 2016 e il 2020″. “Undici decessi classificati come ‘inattesi‘ su 307 esaminati” nel dettaglio. Le dichiarazioni del prestigioso Ospedale Universitario di Zurigo sono un mea culpa e un gesto di trasparenza quasi senza precedenti nel mondo sanitario. Ma anche un atto d’accusa verso l’allora responsabile del reparto: “Le cause di questi incidenti risiedono principalmente nella nomina affrettata dell’allora primario del reparto di cardiochirurgia nel 2015, nella sua mancanza di capacità di leadership e nei preesistenti conflitti di interesse, ma anche nella gestione inadeguata del reparto stesso”. Una vicenda clamorosa che ha provocato un terremoto nella sanità elvetica (la notizia compare su giornali, siti e agenzie). Ma che ora piomba anche in Italia. Perché il primario allora responsabile del reparto era il noto cardiochirurgo italiano Francesco Maisano che oggi guida il reparto di Cardiochirurgia e l’Heart Valve Center dell’ospedale San Raffaele di Milano. Una struttura che è un’eccellenza della sanità italiana ed è del tutto estranea, va subito sottolineato, alla vicenda di Zurigo.
Ma riportiamo letteralmente le parole dell’Ospedale Universitario di Zurigo con cui il cronista ha parlato: “Le segnalazioni di un tasso di mortalità insolitamente elevato presso il Dipartimento di Cardiochirurgia dell’Ospedale Universitario (USZ) tra il 2016 e il 2020 hanno indotto il consiglio di amministrazione dell’ospedale, nell’agosto 2024, ad avviare un’indagine amministrativa da parte di una commissione indipendente. I risultati di tale indagine sono ora disponibili. Il consiglio di amministrazione ha deciso di garantire la massima trasparenza in merito alle cause della condotta scorretta e pertanto pubblicherà l’intera relazione d’indagine”. Che cosa è emerso dall’indagine svolta da “un organismo indipendente“? “La mortalità presso il Dipartimento di Cardiochirurgia sotto la precedente direzione (ottobre 2014 – maggio 2020), analizzata utilizzando tre metodi di calcolo indipendenti, ha rivelato un eccesso di mortalità statisticamente significativo, pari a 68-74 decessi su 4.500 interventi chirurgici. Dei 307 decessi esaminati individualmente secondo criteri medico-scientifici, 11 sono stati classificati come ‘inattesi‘. Per quanto riguarda l’utilizzo di dispositivi medici innovativi (in particolare le fasce cardiache), l’impiego di tali dispositivi è stato ritenuto inappropriato in 13 casi”. Quindi, a quanto dicono le autorità svizzere, sarebbe stata impiantato un presidio medico “inappropriato”.






