Le spedizioni punitive nel carcere di Rebibbia, il traffico di droga, le estorsioni e i tentati omicidi.

Sono le accuse, aggravate dal metodo mafioso, nei confronti di 18 persone arrestate a Roma nell'ambito di un'indagine che ha fatto emergere la vicinanza dei vertici del gruppo criminale - ritenuto dagli investigatori tra i più pericolosi della Capitale - al clan Senese.

L'operazione, condotta dai carabinieri del comando provinciale e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, ha portato in carcere 16 indagati, mentre per altri due sono stati disposti i domiciliari. Secondo gli investigatori, il gruppo era capace di importare ingenti quantitativi di stupefacenti dall'estero e distribuirli nelle principali piazze di spaccio romane. Elemento centrale dell'inchiesta è proprio la vicinanza dei vertici dell'organizzazione al clan Senese, storica realtà criminale legata alla camorra, ritenuta da anni punto di riferimento negli equilibri della criminalità cittadina. Nome, quello dei Senese, emerso anche in recenti vicende giudiziarie e politiche, come quella sui presunti legami tra l'ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e la famiglia Caroccia, considerata dagli inquirenti vicina al clan.