“Mi fido di Carlo Nordio, escludo le sue dimissioni”. Il ministro della Giustizia è sempre più solo, specialmente dopo lo scoop de il Fatto Quotidiano che ha svelato le falle dietro la grazia concessa a Nicole Minetti. Eppure Giorgia Meloni – va da sé, la persona che all’interno del governo conta più di tutte – lo ha difeso pubblicamente. Blindato, scrivono i giornali. Ma per quanto ancora può continuare questa protezione senza condizioni? La risposta, da un certo punto di vista, è presto detta: cacciare l’ex procuratore aggiunto della Procura di Venezia potrebbe significare far cadere il governo e – verosimilmente – andare al voto.

Qui, più che i fallimenti politici di Nordio – il più importante dei quali, naturalmente, è la sconfitta senza appello al referendum costituzionale – tracceremo una raccolta di gaffe, contraddizioni, affermazioni violente, talvolta razziste, talvolta totalmente offensive. Comprese richieste a tutti gli effetti sorprendenti, come quando alla giornalista di La7, cappellino in testa e l’idea di essere fuori da un bacaro, domandò di portargli uno spritz. Dichiarazioni e polemiche che devono aver creato più di un grattacapo alla presidente del Consiglio, se non altro privatamente, dal momento che la leader di FdI non è mai sembrata accusare le conseguenze delle uscite improvvide del suo ministro. Dunque, dicevamo, lo stile comunicativo del “grande giurista”. Così, almeno, lo ha definito qualcuno.