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Ultimo aggiornamento: 18:56
Giorgia Meloni conferma la fiducia nel ministro Carlo Nordio e, nonostante le nuove polemiche per la gestione del caso della grazia a Nicole Minetti, per il momento non gli chiederà di fare un passo indietro: “Escludo le sue dimissioni“, ha detto rispondendo in conferenza stampa dopo il Cdm alle domande de il Fatto quotidiano. “Ho parlato con il ministro ieri al telefono, quando è uscita questa lettera del Quirinale, per chiedere che cosa fosse accaduto, mi sono messa nelle ultime ore a ricostruire come funziona questo iter e vi ho detto quello che emerge”. Nelle scorse ore infatti, il Colle ha chiesto al Guardasigilli ulteriori verifiche dopo che da più di due settimane il Fatto quotidiano racconta tutte le incongruenze e contraddizioni del processo.
A proposito della procedura, la presidente del Consiglio ha respinto ogni responsabilità, sostenendo di aver saputo della notizia di grazia dalla stampa: “Il ministero non ha gli strumenti per svolgere indagini“, ha precisato. “Spero che sia chiaro a tutti: non abbiamo la polizia giudiziaria, non facciamo noi le indagini. Il ministero si avvale della magistratura per le indagini, e la magistratura si avvale della polizia giudiziaria. Quindi è evidente che il ministero difficilmente possa sapere qualcosa che non sapeva la Procura Generale. Poi possiamo sempre dire che in Italia c’è un capro espiatorio, che è il governo. Sicuramente, se è vero quello che emerge dall’inchiesta giornalistica qualcosa manca nel lavoro che è stato fatto, però insisto questo lavoro qui non è un lavoro che fa il Ministero”. Quindi alla domanda se la colpa sia della magistratura, la premier ha replicato con una battuta provocatoria: “Guardi, no, è colpa di Nordio come sempre, è sempre colpa nostra…”.











