Un’azienda lombarda che produce macchinari o sistemi di automazione industriale non ha decine di giuristi interni né uffici a Bruxelles. Quello che ha è la certezza che le regole tecniche cui deve conformarsi siano state redatte da esperti del suo settore, in un processo standardizzato e prevedibile. È esattamente quella certezza che la proposta legislativa nota come AI Omnibus avanzata dal gruppo conservatore PPE e dal gruppo liberale Renew al Parlamento europeo, rischia di eliminare, presentandosi come semplificazione. A sostenere la causa ci sono il governo tedesco e alcune grandi associazioni industriali.
Il meccanismo è apparentemente tecnico, ma le conseguenze per le imprese manifatturiere italiane sono concrete e immediate.
Oggi l'AI Act divide i prodotti soggetti alle proprie regole in due gruppi. Il primo comprende oggetti di uso comune come giocattoli, ascensori, dispositivi medici e macchinari industriali, mentre il secondo comprende otto normative settoriali come aviazione civile, equipaggiamento marittimo, interoperabilità del sistema ferroviario e altro.
La differenza cruciale è che per i prodotti del secondo gruppo l'AI Act si applica in modo molto più limitato, perché sono già regolamentati dalle agenzie e dai sistemi di omologazione specializzati, come per esempio l'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea (EASA) per l'aviazione.







