Il premier britannico Keir Starmer ha promesso di "battersi per ogni voto" nell'ultimo giorno di campagna elettorale in vista delle amministrative di domani in Inghilterra, Galles e Scozia, ammettendo però che sarà una "sfida" difficile per il suo Labour: ma soprattutto per la sua leadership, già vacillante e destinata a ricevere, a detta di molti, il colpo di grazia con l'attesa debacle alle urne.

Il primo ministro ha fatto sapere di non voler mollare, lanciando dalle pagine del Mirror un appello a scegliere la continuità rispetto alle "risposte facili" offerte dai partiti d'opposizione, con un attacco agli schieramenti in ascesa.

A partire dal trumpiano Reform UK di Nigel Farage che punta a una storica affermazione e in queste ore ha rilanciato i suoi slogan anti-immigrazione sostenendo che un voto per il suo partito serve a contrastare l'"invasione" di migranti sull'isola.

Mentre la leader conservatrice, Kemi Badenoch, ha dichiarato che in realtà Starmer sta già combattendo una "sfida fantasma alla leadership", con gli esponenti laburisti che discutono sul futuro del partito senza di lui.

In effetti, sir Keir, in drastica crisi di popolarità, è stato tenuto alla larga dagli eventi nelle principali realtà locali in cui si vota al fine di non compromettere il già difficile percorso dei candidati. Da sinistra è attesa la grande concorrenza al Labour rappresentata dai Verdi di Zack Polanski in ascesa. Quest'ultimo ha definito la sfida alle urne come "un appuntamento elettorale cruciale", per la capacità di ridisegnare nuovi assetti politici.