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Ultimo aggiornamento: 15:46

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“Sento tanta gente che critica la Flotilla, è legittimo, non è che queste azioni debbono piacere, possono anche non piacere, alcuni dicono addirittura ma le Flottiglie non hanno mai niente, gli aiuti li portiamo di più noi, ma non è questo l’argomento. L’argomento è che la Flotilla, bene o male, giusto o sbagliato, sta tenendo alta la causa dei palestinesi, che sono dimenticati da tutti. E hanno diritto ad andare nelle acque territoriali almeno fino alle coste di Israele perché quella è Europa”. A parlare non è un attivista della Global Sumud né un esponente del movimentismo ma Pierferdinando Casini, oggi senatore Pd e per sempre totem della democristianità eternata ben oltre la fine della Prima Repubblica, fino alla seconda e alla terza. Un ragionamento, quello sulla missione civile per Gaza, espresso a Cartabianca: il fatto che Israele porti via due attivisti da una barca che batte bandiera italiana, tenuti senza acqua né cibo, “è la fine di qualsiasi diritto internazionale – dice Casini – La legge del taglione. Da un altro Paese (che non fosse Israele, ndr) non sarebbe probabilmente stato accettato”. “Vorrei far riflettere l’opinione pubblica – aggiunge parlando con Bianca Berlinguer – perché a volte sento molta gente, anche cosiddetti moderati… Sì, certo, sono un moderato, non sono mai stato un uomo di sinistra e non lo divento alla mia tenera età di 70 anni”.