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Ultimo aggiornamento: 11:30
di Roberto Celante
Nell’ambito della presentazione di un libro, il Presidente del Senato Ignazio La Russa ha commentato le iniziative della Global Sumud Flotilla: quella dello scorso anno e quella degli ultimi giorni, naturalmente delegittimandole ed accusando gli attivisti della ricerca “a scarso rischio” di un significativo “ritorno mediatico”. La notizia, a ben vedere, non è questa: non è un mistero la posizione della Destra su Israele e la Questione palestinese. Non è una notizia nemmeno che l’attuale Presidente del Senato insista a sostenere posizioni politiche di parte, nonostante chi eserciti il suo ruolo debba astenersi dal farlo. La notizia è un’altra. L’ha data, inconsapevolmente, lo stesso La Russa ritenendo, con ciò, di limitarsi ad introdurre il proprio pensiero su basi pragmatiche e incontestabili: “Quanti palestinesi hanno salvato le flottiglie? Quanti bambini sono rimasti in vita, grazie alla Flotilla?”
Sono frasi indicative, perché chiariscono che si era capito bene che lo scorso anno i palestinesi stavano subendo un genocidio e che tuttora la Striscia di Gaza è soggetta ad un blocco navale israeliano che, negando il transito di beni di prima necessità, mantiene la popolazione in condizioni di vita al limite della sopravvivenza. La Russa, quindi, ha rivelato spontaneamente di sapere quale sia la realtà di un territorio ancora occupato, nel quale ogni giorno si continuano a contare delle vittime, anche fra i bambini, perché l’IDF sta continuando ad uccidere. La stessa Premier lo ha fatto capire qualche giorno fa, dicendo che le “sfugge l’utilità dell’iniziativa della Flotilla, a parte dare al governo molto lavoro e molti problemi da risolvere, come se non ne avessimo già a sufficienza”.








