La tensione sui mercati energetici, alimentata dallo scontro tra Iran e Stati Uniti e dalla persistente chiusura dello Stretto di Hormuz, inizia a produrre effetti anche sul trasporto aereo. Le compagnie, pur in assenza di una vera e propria emergenza nelle forniture, stanno predisponendo piani di contingenza per affrontare un possibile peggioramento dello scenario già nelle prossime settimane, con l'obiettivo di contenere costi e garantire la continuità operativa. Le prime linee guida, emerse da confronti interni ai vettori e rilanciate dal "Corriere della Sera", delineano un approccio selettivo e graduale. Tra le misure più immediate figura la riduzione dei voli nelle ore centrali della giornata, considerate meno strategiche in termini di riempimento e redditività. L'idea è quella di concentrare l'offerta nelle fasce orarie più richieste - mattina presto e tardo pomeriggio - così da mantenere elevati i coefficienti di carico e limitare gli sprechi di carburante. Parallelamente, si ragiona su una rimodulazione dell'offerta lungo l'arco della settimana. I giorni con minore domanda, come martedì, mercoledì e sabato, potrebbero essere i primi a subire tagli o accorpamenti di voli. Resterebbero invece sostanzialmente intatti i giorni a più alta intensità di traffico - lunedì, venerdì e domenica - cruciali sia per i flussi turistici sia per quelli legati ai viaggi d'affari. Più incerta la posizione del giovedì, che potrebbe rientrare tra le giornate oggetto di interventi mirati. Un altro capitolo rilevante riguarda la revisione delle rotte. Le compagnie stanno già individuando una lista di collegamenti "sacrificabili", a partire da quelli con margini ridotti o con tassi di riempimento non soddisfacenti. Nel mirino finiscono soprattutto le rotte domestiche, dove la presenza di alternative ferroviarie, in particolare l'alta velocità, consente una maggiore flessibilità nei tagli senza compromettere eccessivamente la mobilità dei passeggeri. Diverso il discorso per i collegamenti verso le isole, considerati essenziali: in questi casi si punta a mantenere almeno una frequenza giornaliera, anche a costo di ridurre il numero complessivo dei voli.
Voli a rischio per la guerra Iran-Usa: le compagnie aeree preparano tagli alle rotte. I piani
La tensione sui mercati energetici, alimentata dallo scontro tra Iran e Stati Uniti e dalla persistente chiusura dello Stretto di Hormuz, inizia a pro...









