La Procura generale della Cassazione ha chiesto la conferma della condanna a 20 anni di reclusione per Walter Biot, il capitano di fregata della Marina militare arrestato il 30 marzo 2021 dai carabinieri del Ros con l’accusa di spionaggio a favore della Russia. Biot era stato colto in flagranza mentre consegnava documenti classificati a un funzionario dell’ambasciata russa in cambio di cinquemila euro.
Spionaggio, la Corte d’appello: “I documenti ceduti da Biot erano diretti in Russia”
di Andrea Ossino
La richiesta è stata formulata dall’avvocato generale Marco Dall’Olio davanti ai giudici della Prima sezione penale della Suprema Corte, chiamati a esaminare il ricorso della difesa contro la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Roma che, nel giugno scorso, aveva confermato la condanna di primo grado per spionaggio politico-militare, rivelazione di segreti e corruzione.
Biot, attualmente detenuto nel carcere di Velletri, è stato giudicato sia dalla magistratura ordinaria sia da quella militare. Una “doppia giurisdizione” ritenuta legittima dalla Cassazione, in ragione della diversità delle fattispecie contestate. Proprio nel procedimento militare la condanna a 29 anni e due mesi di reclusione è già divenuta definitiva nel novembre 2024.






