Igiornalisti della France Presse raccontano di averlo visto scortare al tribunale Lefortovo di Mosca da agenti in borghese. L’udienza – scrivono – è durata “20 minuti” ed era chiusa ai media e al pubblico. Le autorità russe non hanno fornito informazioni sul perché il ricercatore francese Laurent Vinatier sia stato portato di nuovo in tribunale oggi.
Non è chiaro se sia stato «formalmente incriminato o di cosa esattamente sia accusato», scrive l’agenzia giornalistica francese. Ma la France Presse afferma anche che secondo una portavoce del tribunale, l’udienza sarebbe «legata a un caso di spionaggio».
Russia, arrestato un ricercatore francese. “Raccoglieva informazioni militari illegalmente”. Ma il sospetto è che le vere motivazioni siano politiche
E nei giorni scorsi anche alcuni media russi – compresa l’agenzia ufficiale Tass – parlavano di presunte accuse di “spionaggio” contro di lui: un’imputazione per la quale rischierebbe fino a venti anni di reclusione, ma dietro cui diversi osservatori ritengono che vi siano in realtà le tensioni tra Mosca e Parigi sullo sfondo della guerra in Ucraina. E quindi motivazioni prettamente politiche e accuse infondate.
Vinatier era stato arrestato dalla polizia russa nel giugno del 2024 ed era stato condannato a tre anni di carcere già lo scorso ottobre. E anche in quel caso le accuse contro di lui erano considerate ingiuste e di chiara matrice politica. Gli investigatori sostengono infatti che il politologo abbia raccolto informazioni “militari” senza essersi prima iscritto nel famigerato elenco degli "agenti stranieri". Avrebbe insomma raccolto dei dati senza segnalarsi sua sponte alle autorità per essere inserito nella famigerata lista nera che il regime di Putin usa per colpire oppositori e attivisti della società civile.






