Basta pubblicità sui piaceri della carne ad Amsterdam. No tranquilli, le donnine discinte in vetrina rimangono. Quelle le puoi continuare a vedere. Anche le canne te le puoi fumare. Ma niente più pubblicità di hamburger o suv a benzina alle fermate del tram. Amsterdam si unisce a Genova ed Edimburgo in questa grottesca operazione di virtue-signaling. Una vera e propria crociata contro cose normali che piacciono alle persone normali perché c’è da salvare il pianeta. I consiglieri di GroenLinks e Partij voor de Dieren esultano: «Impediamo alle multinazionali di dirci cosa mangiare e comprare». In compenso però vorrebbero imporci loro cosa mangiare.
Mentre ad Amsterdam quindi si tolgono dalle strade le immagini di una bistecca, la Cina – il vero colosso delle emissioni globali – continua a produrre la stragrande maggioranza della sua energia elettrica dal carbone. Nel 2025, secondo dati Ember e Lowcarbonpower, il carbone ha rappresentato ancora circa il 55% dell’elettricità cinese. Altre fonti parlano di un 58% per i fossili complessivi. E nel 2025 Pechino ha commissionato 78 GW di nuova capacità a carbone, il massimo da un decennio, con proposte per altri 161 GW in pipeline. Le sole nuove centrali a carbone appena commissionate produrranno insomma energia elettrica in quantità pari al doppio di quella generata in Italia in un anno. E poi ci sarebbero le emissioni.









