Secchi ricolmi di fiori adornano la bancarella di Yuvita Anggi Prinanda su un marciapiede di Bali, ma il loro inebriante profumo non riesce a mascherare la puzza dei rifiuti che si accumulano e deturpano il paesaggio dell'Isola degli Dei. Dall'inizio di aprile, è impossibile smaltire i rifiuti organici nella più grande discarica dell'isola, poiché il governo si impegna a far rispettare il divieto di lunga data delle discariche a cielo aperto in Indonesia. Ma senza alternative, i rifiuti si accumulano e attirano i ratti. Oppure vengono inceneriti, producendo fumi acre potenzialmente pericolosi per la salute.

L’isola ne produce 3.400 tonnellate al giorno

"Come imprenditrice, è un vero problema", lamenta all’agenzia di stampa France Prese la commerciante 34enne, che spiega di essere costretta a pagare di tasca propria un'azienda privata per la raccolta dei rifiuti vicino alla sua attività. "Alcuni clienti, forse infastiditi dall'odore, alla fine decidono di non comprare più nulla", aggiunge la donna, la cui attività produce quattro sacchi di foglie e steli al giorno.

Questi rifiuti organici si aggiungono alle 3.400 tonnellate di spazzatura prodotte quotidianamente dai 4,4 milioni di abitanti dell'isola, che lo scorso anno ha accolto 7 milioni di turisti. L'Indonesia ha vietato le discariche a cielo aperto nel 2013 e ora sta cercando di attuare pienamente questa misura.