È stato condannato, oggi, a 7 anni e 6 mesi di carcere, Francesco Ferrara, considerato per anni il "ras" di Cioccolatò e dei Mercatini di Natale. Ha retto in primo grado l'aggravante del metodo mafioso, già riconosciuta nel processo in abbreviato dov'erano imputati alcuni membri della gang dei "picchiatori" di Ferrara (fra cui Giacomo Lo Surdo ex capo degli Arditi, già condannato in Minotauro) che secondo l'accusa risolvevano le controversie con i creditori di Ferrara minacciandoli o addirittura sequestrandoli.
In totale quattro condanne (di cui tre con aggravante mafiosa) a vario titolo per sequestro di persona, lesioni, minacce e tentata estorsione e un'assoluzione. Oltre a Ferrara, il collegio composto dai giudici Federica Florio, Elena Rocci e Giovanni Grasso ha condannato anche i suoi "uomini" Paolo Madoglio a 3 anni e un mese (difeso da Edoardo Carmagnola) Francesco Onofrio a 2 anni e Felice Curcio (assistito da Fabiola Grimaldi) a 9 mesi, quest'ultimo senza aggravante mafiosa accusato di detenere l'arma per Ferrara.Assolto invece Rocco Natale Romeo, difeso da Manuel Perga, per non avere commesso il fatto.
Confiscata la pistola semiautomatica chiamata affettuosamente da Ferrara "Caterina" e detenuta illegalmente secondo l'accusa. E’ stato anche disposto il risarcimento, sempre da parte di Ferrara, alla parte civile tutelata dall'avvocato, Alessandro Bellina, con una provvisionale di 15mila euro.







