Dieci anni dopo aver conquistato il tetto del mondo, l’attore argentino Facundo Arana torna sull’Everest con lo stesso spirito di sfida e introspezione. Durante l’acclimatazione, un incontro inatteso cambia il ritmo della spedizione. Un cane randagio, Pandu, diventa compagno inseparabile lungo il cammino verso la vetta.

Il richiamo della montagna

A volte non è la vetta a chiamarti, ma il ricordo di ciò che sei stato lassù. Facundo Arana lo sa bene. Il 23 maggio 2016 aveva raggiunto gli 8.848 metri del Monte Everest, chiudendo un cerchio personale iniziato con il fallimento del 2012 e trasformato poi in una missione più grande: sensibilizzare sulla donazione del sangue.

Oggi, a dieci anni esatti da quell’impresa, l’attore argentino è tornato sull’Himalaya. Non per nostalgia, ma per qualcosa di più profondo. Per misurarsi ancora una volta con il limite, con il respiro corto, con quel silenzio che solo le grandi altitudini sanno offrire.

Dai suoi canali social, racconta il viaggio con parole essenziali, quasi trattenute:“Abbiamo iniziato a salire un po’ per acclimatarci. Continuiamo!”