Nelle terre remote dell’Alaska occidentale, tra fango e gelo, una piccola organizzazione di volontari sta portando avanti una delle missioni di salvataggio più commoventi dopo il passaggio del tifone Halong. I protagonisti non sono solo gli abitanti evacuati, ma anche decine di cani rimasti indietro, ora in viaggio verso la salvezza grazie al coraggio di chi ha deciso di non lasciarli soli.

Un volo traballante e quattro passeggeri speciali

Il primo arrivo a Bethel è stato insolito: una grande scatola di plastica, chiusa da fascette e sistemata su un piccolo aereo a elica. All’interno, quattro cani. La veterinaria Susan Shaffer Sookram ha tagliato le fascette e sollevato il coperchio. Uno dei cani portava un collare grigio con inciso il suo nome: Happy.

“Che viaggio spaventoso! – ha detto la dottoressa Sookram sorridendo – . Ce l’hai fatta!”.

Quelle parole hanno segnato l’inizio di un’operazione di salvataggio parallela a quella dei residenti umani, un’operazione che racconta la forza del legame invisibile tra le persone e i loro animali, anche nel caos della catastrofe.