Era rimasto intrappolato per 24 ore in un fiume di immondizia e liquami, lottando per sopravvivere. Una hostess di volo di Città del Capo ha notato un movimento in quella distesa di spazzatura e ha capito che si trattava di un cane. La sua prontezza e il coraggio di un ispettore dell’associazione Animal Welfare Helderberg hanno trasformato un destino segnato in una storia di salvezza e fiducia ritrovata.
Un fiume di rifiuti e una vita in pericolo
Domenica scorsa, una hostess stava tornando a casa dal lavoro, attraversando Nomzamo, una zona povera alla periferia di Città del Capo, affollata di baracche e campi improvvisati. Lungo la strada, ha costeggiato un corso d’acqua ridotto a una discarica: un ammasso di contenitori di plastica, sacchetti, resti di cibo e acque di scarico.
Qualcosa, in mezzo a quel mare di rifiuti, si è mosso. La donna ha guardato meglio e ha visto un cane marrone, intrappolato nel fango e incapace di uscire. Era lì anche quella mattina, quando lei era passata per andare al lavoro. Da almeno 24 ore, il povero animale stava cercando di salvarsi.
Era quasi il tramonto, ma la donna non ha esitato. Ha iniziato a chiamare tutti i rifugi e le associazioni di soccorso che conosceva, finché al telefono ha risposto Kyle Girodo, ispettore di Animal Welfare Helderberg.






