Poche domande, su punti precisi e un ambito ben definito: quali rapporti c'erano, diciannove anni fa, tra la vittima e quel ragazzo da poco maggiorenne, amico di Marco Poggi, oggi indagato per omicidio. Questo il punto centrale della convocazione di Paola e Stefania Cappa, ascoltate ieri in veste di testimoni dai carabinieri nell'ambito dell'inchiesta sul delitto di Garlasco con Sempio accusato di omicidio aggravato.
Appuntamento in mattinata presso il comando di via Vincenzo Monti, a Milano. Nessuno le vede all'ingresso né all'uscita, transitano su auto dai vetri oscurati, è il loro avvocato Antonio Marino a fornire la tempistica: Paola è entrata alle undici, Stefania alle due del pomeriggio, per entrambe audizioni «brevissime, 35-40 minuti al massimo», quantifica il legale.
Ora che la Procura di Pavia si appresta a chiudere le indagini gli investigatori sono andati dritti al punto, alla luce degli elementi raccolti nei confronti di Sempio. Il movente che lo avrebbe spinto ad aggredire e uccidere Chiara sarebbe di natura sessuale, innescato dal rifiuto della giovane a un suo approccio.
Circostanziare ulteriormente i rapporti tra i due è il tassello finale del quadro accusatorio e le cugine di Chiara facevano parte della ristretta cerchia di conoscenze della vittima, perciò ora (per la prima volta nella nuova inchiesta) vengono ascoltate come persone informate sui fatti. «In occasione delle audizioni, entrambe di breve durata, le nostre assistite hanno rinnovato lo spirito collaborativo manifestato sin dall'inizio delle indagini nel rispetto dell'autorità inquirente», sottolineano i loro legali, rimarcando che le deposizioni sono avvenute senza la presenza dei magistrati e degli avvocati.












