VENEZIA - Lo hanno fermato mentre stava per salire su un volo diretto a Dubai. Con sé aveva migliaia di euro in contanti, un portafoglio di criptovalute da oltre 750 mila euro e una vita ormai sempre più lontana dall'Italia, tanto da aver già venduto quasi tutti i suoi immobili nel Veneziano.
Dietro a tutto questo si nascondeva un sistema milionario di riciclaggio legato a una maxi frode fiscale costruita attorno a false fatture, società fantasma e soldi che sparivano oltre confine. A finire ai domiciliari è stato Francesco Franzin, imprenditore del 1967 originario di Meolo, residente a Dubai e iscritto all'Aire. Per anni si è occupato di import-export di alimentari e succhi di frutta, muovendosi tra società italiane ed estere.
Ora è accusato di riciclaggio e autoriciclaggio nell'ambito di un'inchiesta della Guardia di Finanza di Venezia coordinata dalla Procura europea. Secondo gli investigatori, tra il 2020 e il 2021 avrebbe movimentato oltre 4 milioni di euro in contanti, denaro che sarebbe arrivato da una vasta frode carosello sull'Iva riconducibile a un'organizzazione criminale di origine asiatica. Un sistema che, ipotizzano, avrebbe generato un giro complessivo superiore ai 30 milioni di euro.







