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Alla vigilia di Roma s'accende la protesta: big compatti, Jannik il volto. E ora c'è anche Djokovic. Rischio boicottaggio a Parigi
Il conto alla rovescia è già iniziato e porta dritto a sabato 9 maggio. Arrivato a Roma lunedì dopo il trionfo a Madrid, Jannik Sinner debutterà agli Internazionali d'Italia direttamente al secondo turno contro il vincente tra Sebastian Ofner e Alex Michelsen. Ma l'avvicinamento al torneo romano, tradizionalmente carico di attese e suggestioni, quest'anno si è trasformato in qualcosa di più complesso: una protesta dura e organizzata dei tennisti contro i tornei del Grande Slam. Un fronte compatto, guidato da circa venti tra i migliori giocatori del circuito tra cui lo stesso Sinner, Carlos Alcaraz, Aryna Sabalenka, Coco Gauff e soprattutto, questa volta, anche Djokovic che ha trovato il suo punto di sintesi in una lettera congiunta inviata agli organizzatori del Roland Garros e degli altri Major. Una presa di posizione che segna un salto di qualità nel rapporto tra atleti e istituzioni del tennis, e che ha ridefinito il ruolo pubblico di Sinner: non più soltanto leader tecnico, ma figura di riferimento, quasi sindacalista, per una generazione di giocatori.






