Cinque grandi case editrici e lo scrittore di best seller Scott Turow hanno fatto causa a Meta e al suo fondatore e amministrazione delegato Mark Zuckerberg per violazione del diritto d'autore.

La denuncia presentata oggi da Hachette, Macmillan, McGraw Hill, Elsevier e Cengage assieme all'autore di Presunto Innocente accusa Meta e Zuckerberg di aver utilizzato illegalmente milioni di opere protette da copyright per addestrare il programma di intelligenza artificiale Llama, e di aver rimosso dalle stesse opere le indicazioni di copyright e altre informazioni sulla gestione dei diritti.

La causa sottoposta ai giudici del Distretto Sud di New York sostiene che gli ingegneri di Meta hanno fatto ricorso a libri e articoli accademici piratati per addestrare il programma, scaricando copie non autorizzate attraverso siti come Anna's Archive, un motore di ricerca open source per siti di pirateria tra cui LibGen e Sci-Hub.

Secondo l'azione legale, "lo stesso Zuckerberg avrebbe personalmente autorizzato e attivamente incoraggiato la violazione".

Meta si e' impegnata a combattere in tribunale: "Difenderemo questa causa con determinazione. L'intelligenza artificiale alimenta innovazioni trasformative, produttività e creatività per individui e aziende, e i tribunali hanno giustamente stabilito che l'addestramento dell'Ia su materiale protetto da copyright può rientrare nel fair use", ha dichiarato al New York Times il portavoce Dave Arnold.