Nel 2025 sono stati raccolti e avviati a distruzione 51.426 kg di dispositivi pirotecnici a fine vita, segnando un incremento rispetto ai 48.745 kg del 2024 e ai 39.943 kg del 2023, tra prodotti pirotecnici utilizzati in ambito nautico, ferroviario, professionale e di sicurezza, ma anche degli spettacoli ed eventi, la cui dismissione non può avvenire tramite i canali ordinari.
Questo il bilanco del CoGePir che, secondo l'ultima risposta del ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) a un interpello della Provincia Autonoma di Bolzano - secondo quanto riferito dal CoGePir in una nota - allo stato attuale il Consorzio "è l'unico sistema collettivo formalmente riconosciuto per il settore" stabilendo che "l'immissione sul mercato di tali prodotti è condizionata all'adesione a un sistema di gestione dei rifiuti, individuale o collettivo, conformemente al D.Lgs.
152/2006".
Una risposta che secondo il CoGePir rende "di fatto l'adesione a tale ente una conditio sine qua non per operare nella legalità".
I prodotti pirotecnici diventano rifiuti esplodenti a seguito di scadenza naturale o di sequestro da parte delle Forze dell'Ordine e successivo ordine di distruzione emesso dall'Autorità Giudiziaria.






