Gli italiani sono preoccupati non solo dall’incremento del costo dell’energia. C'è tensione anche sul fronte dei mutui. La Bce, la banca centrale euroepa, ha lasciato fermi i tassi, ma il rialzo, secondo molti analisti, è solo rimandato: analizzando la curva dei futures, i mercati si apettano due aumenti entro la fine dell’anno per un totale di 0,50%, con l’inevitabile conseguenza per le famiglie che hanno in corso un mutuo a tasso variabile che vedranno aumentare la rata mensile.
Per altro, difficilmente saranno gli unici interventi: le aspettative dei mercati indicano, infatti, due aumenti entro la fine dell’anno e un probabile terzo aumento a inizio 2027, successivamente si aspettano tassi stabili fino alla prima metà del 2029, sempre in assenza di ulteriori shock in grado di sconvolgere lo scenario a livello globale. Tutto dipende dalla crisi innescata con la guerra tra Usa e Iran che ha sconvolto gli equilibri, spinto i prezzi e creato grande confusione.
Con l’aumento dei tassi, per i mutui a tasso variabile l'effetto sarà immediato dato che l'Euribor — l'indice di riferimento per il mercato — segue piuttosto da vicino le decisioni della Bce. Nello specifico, per un mutuo di 150.000 euro e durata di 30 anni, che rappresenta una tipologia largamente diffusa nel nostro Paese, l'aumento di 0,50% dei tassi dovrebbe comportare per i mutuatari una crescita della rata pari a circa 42 euro al mese e 505 euro all’anno. Per chi invece ha già in corso un mutuo a tasso fisso, ovviamente non ci sarebbe nessun effetto concreto.







