Il primo lunedì di maggio, nel calendario della moda, è la data da cerchiare tre volte in rosso: è la notte del Met Gala, la serata di gala del Metropolitan Museum che negli anni si è trasformata in un evento di costume ad uso e consumo di Internet tra look destinati alla viralità, meme e grandi accordi pubblicitari. Questa edizione era stata anticipata da molte critiche e voci di defezione, principalmente incentrate su Jeff Bezos, sponsor e ospite d’onore della mostra. Alla fine, è stato proprio lui a non presentarsi: la moglie Lauren Sanchez ha percorso la famosa scalinata da sola, in un abito di Schiaparelli ispirato al celeberrimo dipinto Madame X di Sargent, riuscendo comunque a farlo sembrare un prom dress comprato per il ballo di fine anno del liceo. Ma chi ha visto il Diavolo Veste Prada 2 sa che l’editoria di moda (e l’editoria in generale) finanziariamente parlando ha bisogno di tutto l’aiuto possibile, e quindi ecco la signora Sanchez accanto ad Anna Wintour, storica organizzatrice dell’evento.
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A proposito del Diavolo Veste Prada: tra le defezioni eccellenti c’è proprio Meryl Streep, fresca di successo al botteghino. C’erano però le colleghe Emily Blunt, Simone Ashley (avvolta da una catena Stella McCartney) e ovviamente la protagonista Anne Hathaway, in uno scenografico abito Michael Kors Collection dipinto a mano dall’artista Peter McGough. Il motivo di colombe e simboli si ispira a Eirene, dea greca della pace – e questo è quanto di politico potete trovare al Met Gala. L’altra grande defezione è quella di Zendaya, di solito regina del red carpet. In compenso, abbiamo assistito al grande ritorno di Blake Lively (in un Versace color acquerello) e di Beyoncé, co-chair della serata insieme a Nicole Kidman e Venus Williams. Sui social ci sono state molte critiche sull’opportunità di un evento del genere nel contesto storico che stiamo vivendo: è una distopia sfilare in abito da sera con una guerra alle porte e i prezzi della benzina alle stelle? I più conciliatori spiegano che è per beneficenza, per sostenere le arti: l’evento in effetti è una grande raccolta fondi per sostenere il Costume Institute, sezione dedicata alla moda del Metropolitan Museum of Art di New York.











