Con la pubblicazione degli Epstein Files, il mondo è tornato ad interrogarsi sulla pedofilia e la pedopornografia. Numeri preoccupanti, dietro i quali si nascondono storie di minori privati della loro innocenza. I dati del fenomeno raccolti da Telefono Azzurro per la Giornata nazionale raccontano di un problema in crescita, su cui incombe anche il lato più oscuro dell’intelligenza artificiale.

Quadro composito e allarmante

L’elemento che viene fuori dal dossier 2025 presentato martedì 5 maggio a Roma è che l’abuso non è solo online. I dati dei servizi di Telefono Azzurro restituiscono infatti un quadro composito e allarmante. Per quanto riguarda il 114 Emergenza Infanzia, nel 52,4% dei casi la categoria primaria è abuso sessuale, mentre la sextortion pesa per il 25,8%. L’area “Abuso e Violenza” prevale con il 56% dei casi — il rischio fisico, in presenza, non è scomparso dietro gli schermi. C’è poi la linea 1.96.96: qui la dimensione digitale è dominante (66,7% dei casi nell’area Digitale), con la sextortion come categoria più frequente (47,2%). Ma il 25,9% dei casi riguarda ancora abuso sessuale offline. Infine, il Trusted Flagger: il 77% delle segnalazioni CSAM (Child Sexual Abuse Material, materiale di abuso sessuale su minori) riguarda siti web, confermando una dimensione infrastrutturale del problema, non solo relazionale.