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Emergono nuovi elementi dopo l’arresto dell’ ex vicedirettore di un tg nazionale e della sua compagna, accusati di pedofilia. Gli inquirenti stanno ora analizzando telefoni, computer e tablet sequestrati per capire se i due possano essere collegati a una rete più ampia di scambio di materiale pedopornografico
Si allarga l’inchiesta che ha portato all’arresto dell’ex vicedirettore di un telegiornale nazionale e della sua compagna, insegnante in un liceo della provincia di Treviso. Gli investigatori stanno analizzando il materiale informatico sequestrato nelle abitazioni dei due per ricostruire nel dettaglio il sistema con cui sarebbero state realizzate e condivise le immagini a sfondo pedopornografico. Al centro degli accertamenti ci sono in particolare le chat e i file archiviati nei dispositivi elettronici, elementi che potrebbero chiarire il ruolo di entrambi e verificare eventuali collegamenti con altri soggetti.
L’uomo, 52 anni, è un giornalista con una carriera di primo piano nel mondo dell’informazione televisiva. Dopo gli inizi come inviato, era arrivato alla vicedirezione di un telegiornale nazionale, per poi passare al settore della comunicazione aziendale. Negli anni successivi aveva ricoperto incarichi ai vertici della comunicazione di una grande società energetica a partecipazione pubblica, prima di approdare più recentemente in una società privata. La compagna, 52 anni, è invece una docente di un liceo della provincia di Treviso. L’arresto della donna ha scosso profondamente il mondo della scuola locale, colleghi e dirigenti scolastici parlano di una notizia "scioccante" e "incredibile". Barbara Sardella, dirigente dell’ufficio scolastico di Treviso, ha commentato: "È una notizia scioccante". In molti istituti della zona la vicenda è stata descritta come "un fulmine a ciel sereno".








