Un sistema organizzato in Uganda sfrutta cani feriti per raccogliere donazioni online da ignari sostenitori stranieri. Dietro i video virali sui social si nasconde un’industria che trasforma la crudeltà in profitto. L’inchiesta della Bbc Africa Eye ricostruisce la rete e il caso simbolo del cane Russet.

Il caso Russet: il volto della truffa

Un cane dal pelo color ruggine, disteso sul ciglio di una strada nella città ugandese di Mityana, appare inizialmente tranquillo. Ma il video diffuso su TikTok rivela presto gravi ferite alle zampe posteriori. Il filmato, della durata di 15 secondi, invita gli utenti a “salvargli la vita” tramite una donazione online, sostenendo che l’animale “ha avuto un incidente”.

Nelle tre settimane successive alla pubblicazione, avvenuta l’8 gennaio, lo stesso cane compare in centinaia di campagne di raccolta fondi, gestite da almeno una dozzina di account diversi. Un utente britannico lo ribattezza Russet, in riferimento al colore del mantello. Vengono raccolti migliaia di dollari per le cure. Tuttavia, il cane non migliora mai.

Secondo l’inchiesta di BBC Africa Eye, Russet era in realtà parte di una truffa: un espediente per sollecitare donazioni sfruttando la sofferenza animale.