"Steel of Glory", 140 opere dei Musei Reali di Torino per descrivere l'epopea dei cavalieri, ha aperto il 30 aprile nel museo di Chengdu, capoluogo di venti milioni di persone nella regione del Sichuan, nel sud ovest della Cina.
Dopo un record di visitatori la primavera dello scorso anno al Museo di Nanshan, nella città meridionale di Shenzhen, la mostra ha attraversato il continente Cina ed è arrivata a oltre duemila chilometri di distanza a Lanzhou, prima mostra di un museo europeo in questa storica città sulla Via della Seta.
Si è quindi spostata a Nanchino ed è ora all'ultima tappa a Chengdu dove resterà fino al 23 agosto.
La mostra, curata dai Musei Reali di Torino e ideata e organizzata da Arteficio, offre una nutrita selezione di capolavori provenienti in particolare dall'Armeria Reale, una delle più importanti al mondo. Ripercorre la storia della cavalleria e la creazione del suo mito, dalle premesse tra l'VIII e il IX secolo fino all'età dell'oro che coincide con il periodo dall'XI al XIII secolo, quando la categoria dei cavalieri diventa un ceto sociale.
Chengdu, in una valle a 500 metri di altitudine, è stata nei secoli un vivace centro commerciale, attraversata da un fiume che Marco Polo definiva "un mare" per la sua grandezza. Il Museo, inaugurato nel 2016, disegnato dallo studio di architettura di Sutherland Hussey Harris con uno studio cinese, è uno dei dieci più famosi della Cina, con un rivestimento esterno di ventimila lastre di rame riciclato che giocano con la luce dandogli una colorazione dorata. Ha una collezione di 200mila pezzi ed è visitato da ventimila persone al giorno.







