La maggiore statua di Mao Zedong e i 71 metri del Grande Buddha scolpito nella scogliera a Leshan. Il polifunzionale New Century Global Centre, l'edificio coperto più voluminoso del mondo e le più popolate riserve di panda. A Chengdu, capitale della provincia cinese del Sichuan, i contrasti si sprecano. È la città in cui nacque Deng Xiao Ping, quella dove, dopo la morte di Mao nel 1976, il grande riformatore iniziò il processo di modernizzazione del Paese che – seguendo la logica del suo slogan ‘non importa se il gatto e rosso o nero, l’importante è che prenda il topo’ – ha portato allo straordinario boom economico degli ultimi decenni.

Chengdu, Ponte Anshun

Chengdu significa ‘metropoli perfetta’, così la progettarono i suoi fondatori nel 316 a.C., durante la IV dinastia Zhou. Da decenni è il caotico fiorire di grattacieli, centri commerciali e svincoli autostradali, un’affollatissima realtà metropolitana, dove svettanti alberghi cinque stelle fanno ombra a mercati agricoli, dove milioni di biciclette hanno ceduto lo spazio alle luccicanti automobili del boom economico. Una megalopoli di 14 milioni di abitanti alla guida di una provincia che ne conta 84 milioni.

Chengdu è la base per visitare il Sichuan, una provincia cinese praticamente ignorata dal turismo occidentale (è nei cataloghi di pochi tour operator) nonostante ospiti alcune delle meraviglie meno note del gigante asiatico. Tre siti classificati dall’Unesco patrimonio dell’umanità: i parchi nazionali di Jiuzhaigou e Huanglong con i loro spettacolari laghi blu cobalto chiusi tra le montagne 420 km a nord di Chengdu e il Grande Buddha di Leshan, facile escursione ad appena un’ora dalla capitale.