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"La vendetta dei leoni di Venezia" di Matteo Strukul è in libreria da oggi, pubblicato da Newton Compton Editori (pagg. 312, euro 9,90). È il secondo titolo del ciclo di thriller storici di Strukul ambientati nella Venezia del Seicento, inaugurato da "La congiura delle vipere" (Newton Compton 2025)

Vide la nave schiantarsi contro le onde. Creste di spuma si infrangevano contro la prua mentre la goletta cavalcava il mare come impazzita, impennandosi verso l'alto per poi precipitare dentro l'abisso. Le grida dei marinai e dei soldati venivano divorate dal rombo della tempesta. Era una continua altalena di morte. Attorno a lui, solo schianti e tuoni, lampi nel cielo a squarciare la volta e montagne d'acqua salata che ricadevano terribili sul ponte, annegando gli uomini dell'equipaggio come topi di fogna. Il marchese di Bedmar assisteva attonito a quell'apocalisse senza poter fare nulla. Almeno fino a quando una raffica di vento non lo scaraventò contro l'albero maestro e lui si ritrovò dolorante, e ferito alla tempia, in coperta: un relitto umano galleggiante nell'acqua che allagava il ponte. Il sangue diluito nella liquida furia del mare. A fatica si rimise seduto contro la murata, pronto a essere scagliato di nuovo da qualche parte dalla furia degli elementi. Si svegliò, madido di sudore. Alfonso de la Cueva-Benavides y Mendoza-Carrillo, marchese di Bedmar, ambasciatore spagnolo a Venezia, viveva oramai nel terrore. Le sue macchinazioni erano state scoperte. La congiura architettata insieme al duca di Osuna, sventata. Le spie della Serenissima avevano avuto la meglio su di lui. In particolare, quel maledetto Spettro di Venezia che, secondo l'opinione di molti, era divenuto l'anima dannata del doge.