MONTEBELLUNA (TREVISO) - «Stefania stai bene?». Sono state queste le ultime parole di Roberto Bordin, il sessantenne di Montebelluna deceduto domenica nello scontro tra la sua moto e la 125 guidata da un 16enne ad Adria in provincia di Rovigo.
In sella alla sua moto c’era anche la moglie 55enne Alessandra Stefania Mazzonetto: stavano andando a vedere la partita del figlio Riccardo, che vive, studia e gioca a calcio a Ferrara. «Stavamo andando piano, ma è stato un secondo. Non sappiamo come, ma un’altra moto ci è venuta addosso» ha raccontato straziata la moglie ai familiari che si sono stretti attorno a lei. La 55enne è stata dimessa dall’ospedale già nella serata di ieri ed è stata trasferita a Montebelluna. da ricostruire l’esatta dinamica del tragico schianto: quel che è certo è che il 16enne verrà iscritto come atto dovuto nel registro degli indagati dalla procura dei minori.
Roberto, direttore commerciale, non è morto sul colpo: dopo lo schianto ha avuto la forza di reagire e, per prima cosa, ha pensato alla sua Stefania. «Quando era a terra, chiedeva a sua moglie: “Come stai? Come ti senti?” – racconta la cugina di Roberto, Antonella Bordin, che per lui era come una sorella – Si preoccupava per lei. Era cosciente, sembrava il meno grave. Li hanno portati, credo, entrambi in elicottero, ma lui è stato colpito da un arresto cardiaco e non c’è stato modo di salvarlo». Anche Alessandra Stefania Mazzonetto è rimasta ferita: l’imprenditrice, dimessa già nella notte dall’ospedale di Rovigo, è stata trasferita a Montebelluna, dove è stata raggiunta da familiari e amici. Riporta microfratture, un piede rotto e lesioni al volto. «Ma il dolore più grande è morale», spiega la cugina. «Roberto ha avuto un arresto cardiaco. È morto per quello. Non è morto sul colpo, ha avuto il tempo di preoccuparsi per sua moglie».






