Cosa vuol dire definire un gameplay “emergente”? Il fascino dei videogiochi risiede in gran parte nella capacità di far sentire il giocatore protagonista, al centro dell’esperienza, grazie all’elemento che più li contraddistingue: l’interattività. Poter agire in prima persona sul mondo di gioco dà all’utente la sensazione di influenzare davvero gli eventi, anche se, molto spesso, esistono limiti tecnici che riducono ciò che è effettivamente possibile fare all’interno di un titolo.Uno degli obiettivi di molti sviluppatori è proprio quello di offrire la massima libertà possibile ai giocatori. Tuttavia, prevedere ogni singola azione o interazione, soprattutto in contesti vasti come gli open world, è di fatto impossibile: le variabili in gioco sono troppe per essere gestite in modo completamente controllato. Ed è qui che entra in gioco un approccio diverso, adottato da alcune produzioni: invece di cercare di anticipare ogni possibilità, si scelgono sistemi più aperti, fornendo strumenti e regole, e lasciando al giocatore il compito di trovare il proprio percorso.Questo approccio prende il nome di gameplay emergente e si basa proprio sulla libertà concessa all’utente nel raggiungere un obiettivo, spesso attraverso utilizzi creativi — e non sempre previsti — delle meccaniche messe a disposizione dagli sviluppatori. Non si tratta di una soluzione semplice da implementare, perché richiede sistemi complessi e coerenti tra loro, ma è una direzione sempre più esplorata dall’industria. Proprio per questo, il gameplay emergente potrebbe rappresentare uno dei passi più interessanti per espandere ulteriormente il potenziale interattivo dei videogiochi.Da cosa nasce il gameplay emergenteLa definizione di gameplay emergente può essere riassunta in questo modo: si tratta di un fenomeno per cui situazioni, interazioni ed esiti complessi e spesso imprevedibili nascono da un insieme di meccaniche e regole relativamente semplici. In altre parole, non è il gioco a stabilire ogni possibile evento in maniera rigida, ma sono le azioni e le decisioni del giocatore, combinate con i sistemi interni, a generare esperienze uniche che non erano state progettate in modo esplicito dagli sviluppatori.Nel gameplay emergente, infatti, gli elementi di gioco non funzionano come eventi isolati o scriptati, ma interagiscono tra loro dando vita a risultati dinamici. Questo porta alla creazione di situazioni sempre diverse, in cui il giocatore diventa parte attiva nella costruzione dell’esperienza, contribuendo a generare scenari che possono sorprendere anche chi ha progettato il gioco stesso.Una schermata di MinecraftMicrosoftProprio per questo, il gameplay emergente aggiunge profondità e imprevedibilità all’esperienza videoludica, stimolando creatività e capacità di adattamento. Ogni partita può evolversi in modo differente, aumentando il senso di scoperta e il valore di rigiocabilità, elementi sempre più centrali nel modo in cui oggi si progettano i videogiochi.Il gameplay emergente si è sviluppato inizialmente soprattutto nei titoli open world, proprio perché sono quelli che offrono la maggiore libertà in termini di interazione e approccio. Questo non significa che tutti gli open world permettano esperienze di questo tipo: anche all’interno del genere, infatti, sono relativamente pochi i giochi che riescono davvero a sfruttarne le potenzialità.Uno degli esempi più celebri è senza dubbio Minecraft, un titolo privo di una vera trama e con un obiettivo solo apparentemente semplice: sopravvivere. Ogni partita inizia in un mondo generato proceduralmente, sempre diverso dal precedente, e le azioni a disposizione del giocatore si riducono all’essenziale — scavare, costruire e combattere. Presupposti minimi che, però, hanno dato vita a qualcosa di enormemente più complesso.NintendoLa forza del gioco risiede proprio nella libertà concessa: all’interno dei suoi mondi è possibile trovare di tutto, dalle ricostruzioni di ambientazioni iconiche come quelle di Harry Potter o Il Signore degli Anelli, fino a esperienze completamente originali, nate dall’interazione tra giocatori. In questo caso, un set limitato di strumenti, unito a un sistema aperto, ha permesso alla creatività degli utenti di esprimersi in modi spesso imprevedibili anche per gli stessi sviluppatori.Pur non essendo stato il primo titolo a introdurre elementi di gameplay emergente, Minecraft rappresenta uno dei casi più influenti, capace di ridefinire l’approccio alla libertà nei videogiochi e di ispirare un numero crescente di produzioni successive. Oggi, proprio questa capacità di generare esperienze uniche e non previste sta diventando un elemento sempre più centrale nel design di molti giochi.Quando il gioco è completamente nelle mani dei giocatoriCome dicevamo, l’interattività è la caratteristica che più di ogni altra distingue i videogiochi dagli altri medium d’intrattenimento e il gameplay emergente rappresenta una sorta di evoluzione naturale per tutti quei titoli che fanno di questo elemento il loro punto di forza.A portare questo concetto a livelli altissimi è stata Nintendo con gli ultimi capitoli di The Legend of Zelda. Sia Breath of the Wild che Tears of the Kingdom sono esempi perfetti di come il gameplay emergente possa essere applicato con successo. In entrambi i titoli, al giocatore viene concessa una libertà quasi totale nel raggiungere i propri obiettivi: già in Breath of the Wild, ad esempio, è possibile dirigersi subito dopo la parte di tutorial iniziale verso lo scontro finale e concludere l’avventura, ignorando gran parte del mondo di gioco.NintendoOgni situazione lascia spazio a soluzioni diverse, senza suggerire un approccio “giusto”. Un accampamento nemico può essere affrontato in molti modi: incendiando l’erba per creare caos, facendo rotolare massi dall’alto, oppure infiltrandosi in silenzio da una posizione sopraelevata. Tears of the Kingdom amplia ulteriormente queste possibilità grazie all’abilità Ultramano, che permette di costruire oggetti e macchinari di ogni tipo. Non a caso, al lancio, il web si è riempito di video con soluzioni creative, tra robot improvvisati e veicoli volanti.Negli ultimi anni, il gameplay emergente ha iniziato a influenzare anche la componente narrativa. In Among Us, ad esempio, ogni partita diventa una storia unica, costruita direttamente dai giocatori attraverso le loro interazioni. Allo stesso modo, titoli come The Sims 4 basano gran parte del loro fascino sull’imprevedibilità delle relazioni tra personaggi, generate dalla combinazione di sistemi e personalità diverse.Un caso più recente è Tomodachi Life: Una vita da sogno, dove al cuore dell’esperienza ci sono proprio le interazioni spontanee tra i Mii. Il giocatore può influenzare alcuni aspetti, come argomenti di conversazione e vestiti indossati dai personaggi, ma non può controllare del tutto ciò che accade: ed è proprio da questa imprevedibilità che nascono situazioni spesso assurde e virali, diventate rapidamente materiale perfetto per meme e contenuti social.Larian StudiosUn altro esempio emblematico è Baldur's Gate 3, dove gameplay e narrativa emergente si fondono. Pur seguendo una struttura narrativa definita, il gioco offre una libertà tale che difficilmente due partite risulteranno identiche. Le scelte del giocatore possono cambiare radicalmente eventi e relazioni, mentre combattimenti ed enigmi possono essere affrontati in modi completamente diversi, o persino evitati.Realizzare esperienze di questo tipo, però, non è semplice. L’imprevedibilità che rende il gameplay emergente così affascinante è anche difficile da gestire in fase di sviluppo e può facilmente sfuggire al controllo rischiando di compromettere l’equilibrio del gioco. Non è un caso che siano soprattutto gli studi più strutturati a sperimentare in questa direzione.Rockstar GamesRockstar Games ha sempre sperimentato molto nei suoi giochi e infatti tracce di gameplay emergente esistono in tutti i GTA, in particolare con il quinto capitolo, che dava molta più libertà sia nell’affrontare le missioni principali che soprattutto nell’esplorazione e nell’interattività dell’open world. Red Dead Redemption 2 è stato poi un ulteriore passo avanti, permettendo ai vari png di ricordare le azioni del nostro protagonista nei loro confronti, in modo da rendere le future interazioni davvero uniche e diverse per ogni giocatore.Per questo motivo, dopo tutti questi anni di sviluppo, le aspettative verso GTA VI sono così alte. Al di là della grafica e della grandezza del gioco, ci si aspetta anche una rivoluzione dal punto di vista della libertà data al giocatore nel vivere la propria vita virtuale all’interno di Vice City. Se Rockstar ce la farà anche stavolta a evolvere ulteriormente il concetto di gameplay emergente, lo scopriremo solo tra qualche mese, al momento dell’uscita del tanto atteso titolo.
Cos'è il gameplay emergente e perché sta cambiando il design dei videogiochi
Non si tratta solo di libertà d’azione: introduce un livello di imprevedibilità che rende ogni partita diversa, cambiando radicalmente il rapporto tra giocatore e gioco






