Mucche ad alta quota capaci di restare entro recinti virtuali che non si vedono ma che ci sono, di procedere per corridoi invisibili per spostarsi da un pascolo all'altro, centrando così l'obiettivo di rendere meno gravosa la vita del malgaro e di essere facilmente dirottate per una turnazione dell'ambiente di pascolo.

È una delle misure innovative per una zootecnia di precisione d'alta quota, competitiva e di qualità, che sono state sperimentate con successo negli ultimi tre anni grazie al Progetto sperimentale per un sistema integrato di gestione delle aziende zootecniche da latte, promosso dalla Regione nell'ambito della programmazione Sissar 2022-2025.

Coordinato dall'Ersa, l'Agenzia regionale per lo sviluppo rurale, è stato sviluppato in collaborazione con l'Università di Udine e di Firenze, coinvolgendo nove aziende a filiera corta e testando buone pratiche innovative per la sostenibilità economica, ambientale e il benessere animale.

I risultati sono stati presentati a Udine, nella sede della Regione. La recinzione virtuale del pascolo è stata resa possibile dal progetto condotto con l'ateneo di Firenze, che ha previsto l'applicazione di collari virtuali (virtual fencing) alle mucche e di strumenti della zootecnia di precisione. Il malgaro, grazie a un'applicazione connessa con il sistema satellitare, stabilisce i confini del pascolo che sono "letti" dal collare Gps dell'animale. Se cerca di superare il limite, il collare suona facendolo retrocedere. Se la mucca insiste e oltrepassa il confine, si generano leggere scosse che le fanno immediatamente cambiare direzione.