Dopo molte turbolenze l’appalto per la gestione del Festival di Sanremo ritrova un po’ di stabilità. Il Tar della Liguria ha infatti respinto un ricorso che, se accolto, avrebbe potuto rimettere in gioco il ruolo della Rai.
I giudici hanno infatti bocciato il ricorso presentato dalla società Je s.r.l - Just Entertainment – di Sergio Cerruti presidente dei discografici italiani - contro il Comune di Sanremo e contro la Rai, confermando la piena legittimità della procedura con cui l'amministrazione ha individuato l'operatore televisivo per l'organizzazione e la trasmissione del Festival di Sanremo 2026-2028, con eventuale proroga fino al 2030.
La società ricorrente contestava, tra le altre cose, il requisito che limitava la partecipazione alla gara ai soli operatori televisivi nazionali in chiaro, ritenendolo discriminatorio e contrario ai principi di concorrenza.
Il Tar ha invece ritenuto la scelta del Comune di Sanremo pienamente motivata e coerente con l'interesse pubblico.
Scrivono i giudici che «Il Comune ha preso atto di un dato irrefutabile: le esigenze della diretta televisiva finiscono inevitabilmente per condizionare la fisionomia dell’evento dal vivo; si pensi solo, per fare un esempio lampante, alle pause pubblicitarie. È allora comprensibile la scelta dell’Amministrazione di confrontarsi con un unico operatore, la cui offerta possa garantire una soddisfacente conciliazione tra le due componenti, la manifestazione canora e lo spettacolo televisivo».







