Respinti tutti gli appelli presentati per l'organizzazione del Festival della Canzone Italiana per il triennio 2026-2028. Il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile, con una decisione pubblicata oggi, il ricorso delle associazioni dei consumatori e rigettato integralmente gli appelli presentati da Rai, Rai Pubblicità e dallo stesso Comune di Sanremo contro la sentenza del Tar Liguria che aveva imposto la gara pubblica per l'assegnazione dei marchi connessi al Festival giudicando illegittimo l'affidamento diretto alla Rai per le edizioni 2024-2025.
Cosa succede ora
Il Comune, paradossalmente, ha perso il ricorso e vinto la sua battaglia. Il sindaco Alessandro Mager ha proceduto secondo le indicazioni del Tar e ha aperto una manifestazione d’interesse. Neppure la Rai può lamentarsi: alla gara indetta dal Comune s’è presentata da sola. Non ci sono concorrenti, anche se Viale Mazzini dovrà discutere dell’innalzamento dell’asticella posto dal Comune di Sanremo come condizione per la gara. Se fino all’anno scorso l’amministrazione sanremese chiedeva 5 miloni, la gara porta il prezzo a 6,5 miloni. Cifra che, tenendo presente che la Rai incassa dalla pubblicità ben più di dieci volte tanto, è senz’altro un sacrificio accettabile.










