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4 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 11:59
Per la prima volta nella loro storia, gli Stati Uniti iniziano a confrontarsi con l’ipotesi di un isolamento internazionale non scelto, ma imposto dall’esterno. Se in passato Washington aveva perseguito volontariamente politiche isolazioniste oggi emergono segnali di una dinamica diversa, più complessa e potenzialmente destabilizzante. L’attacco frontale alla ricerca scientifica, lo smantellamento delle agenzie sanitarie, stanno aprendo una crepa sempre più profonda. Questi segnali non arrivano soltanto dalla diplomazia ufficiale, ma anche da ambiti meno prevedibili, come appunto quello accademico. Un caso emblematico riguarda il Congresso internazionale dei matematici, previsto a luglio a Filadelfia, uno degli appuntamenti più prestigiosi della comunità scientifica mondiale. Due studiosi, Tarik Aougab dello Haverford College e Ila Varma dell’Università di Toronto, coem riporta il Corriere della Sera, hanno promosso una petizione per boicottare l’evento. In poche settimane, l’iniziativa ha raccolto oltre 2.400 adesioni da 76 Paesi, coinvolgendo non solo singoli accademici ma anche intere associazioni scientifiche nazionali.






