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L'Associazione nazionale usa i fondi per cortei anti-governativi e convegni sul No al referendum e ormai è come un partito. I finanziamenti dal ministero di Crosetto e la vergogna del 25 aprile
Soldi dalla Difesa, dalle Regioni e pure dal 5 x mille e con il tesseramento, ma i partigiani superstiti, dopo 80 anni, sono appena 351. I fondi vengono usati anche per le manifestazioni del 25 aprile, sempre più aggressive e intolleranti, ma pure per convegni sulla giustizia con esponenti di spicco del Pd e noti giudici pro migranti, contro il premierato e l'autonomia differenziata, dando addosso al governo, sempre con il paravento della Costituzione.
L'Associazione nazionale partigiani incassa all'anno oltre 1 milione e 300mila euro. Le entrate dell'ultimo bilancio disponibile dell'Anpi pubblicato nel 2025, ma relativo all'anno precedente, ammontano a 1.351.273,85 euro. Dal ministero della Difesa, come contributo all'associazione combattentistica, ci sono due voci, per il 2023 e 2024, rispettivamente di 95.500 e di 92.448 euro. L'ultimo contributo erogato, il 4 agosto 2025, è "finalizzato alla realizzazione di progetti approvati dai competenti organi del ministero e sottoposti anche alle Commissioni Difesa". Al primo punto il "25 aprile 2025", che già aveva registrato intemperanze, "celebrazioni della 80ima festa nazionale della Liberazione".






