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I soldi degli iscritti destinati alla campagna potrebbero salire a un milione. L'ala sinistra: coinvolgere la Cgil
Basteranno i 500mila euro stanziati o si arriverà al milione? L'Anm non bada a spese per far vincere il No al referendum di primavera sulla separazione delle carriere. Per la campagna informativa, che presenta la riforma costituzionale come un attentato a indipendenza e autonomia delle toghe, il Comitato direttivo ha già deliberato in autunno una spesa enorme, ma potrebbe raddoppiare. Se ne parlerà forse nella prossima riunione del vertice del sindacato delle toghe, il 17 gennaio, che ha all'ordine del giorno: programmazione delle iniziative referendarie e finanziamento.
Come si arriva allo stanziamento di 500mila euro? Manifesti, cartelloni, depliant, spazi pubblicitari sui media, eventuali costosi spot tv e ogni genere di spesa relativa alla comunicazione delle ragioni del No vengono finanziati, come ha spiegato dettagliatamente Il Dubbio, con soldi già messi a bilancio. Il patrimonio dell'Anm è costituito dal contributo dei soci, oltre che da eventuali legati e donazioni e da qualche mese è aumentata la quota di iscrizione dei magistrati, da 10 a 15 euro al mese. Il Fatto Quotidiano, ha fatto i conti e questa cifra, moltiplicata per i circa 9mila soci, porterà oltre 500mila euro in più all'anno nelle casse dell'Anm. Questo, è stato spiegato, per finanziare investimenti per la comunicazione referendaria e per aggiornare la cifra, rimasta la stessa dal 2002, quando si è passati dalla lira all'euro.






