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Chiusa la raccolta tra i parlamentari. L'idea di un comitato unitario per il No
Prima il centrodestra, poi il centrosinistra. La campagna elettorale per il referendum sulla giustizia parte con la consegna delle firme dei parlamentari, necessarie per indire la consultazione sulla separazione delle carriere. Poi la palla passerà alla Cassazione. Che, entro trenta giorni a partire da domani, quando saranno consegnate le firme raccolte dal campo largo alla Camera, dovrà verificare le sottoscrizioni presentate dalle due coalizioni e decidere sulla legittimità della richiesta. Poi, entro due mesi, toccherà al presidente della Repubblica fissare la data del voto, su proposta del Consiglio dei ministri. Con il referendum che, probabilmente, si terrà tra marzo e aprile dell'anno prossimo, come ha già anticipato il ministro della Giustizia Carlo Nordio negli scorsi giorni. Schieramenti già definiti, dunque. Per quanto riguarda i partiti, da un lato c'è il centrodestra compatto. Dall'altro un campo largo formato Pd-M5s-Avs. Azione di Carlo Calenda, invece, pur avendo sostenuto la riforma in Parlamento, non farà campagna elettorale con i comitati per il Sì. Sempre astenuti i renziani di Italia Viva. E pure loro non saranno in prima linea nella campagna referendaria.






