ROVIGO - Un polmone verde già al centro del dibattito cittadino e ora tornato sotto i riflettori dopo l'incendio che ha colpito il parco Langer. Un'area che negli anni scorsi era finita nel mirino del progetto del Passante Nord e che era stata salvata anche grazie alle proteste dei cittadini. Oggi, mentre è in corso un percorso per la sua riqualificazione, emergono con forza i nodi legati alla gestione e alla manutenzione.

Il progetto approvato nel 2024, sostenuto da un finanziamento complessivo di circa 1,4 milioni di euro tra Fondazione Cariparo, fondi Auro e Comune, punta a trasformare il Langer in un'area naturalistica fruibile, con spazi dedicati anche all'educazione ambientale. Un percorso però che ha già incontrato rallentamenti, anche alla luce delle verifiche tecniche avviate dalla nuova amministrazione sulla possibile presenza di piombo nel terreno.

Nel frattempo, l'incendio riaccende le preoccupazioni sullo stato attuale del parco. «Si tratta di un bosco umido spiega Eddi Boschetti, presidente del Wwf di Rovigo e in parte si è salvato anche grazie all'edera, che ha limitato la propagazione. L'orto urbano è indenne. Ma ci sono criticità evidenti: da anni non viene più fatta una manutenzione adeguata del bosco, lasciando molta legna a terra, e i buchi nella recinzione consentono a chiunque di entrare e uscire». Una situazione che, secondo Boschetti, ha contribuito ad aggravare quanto accaduto. «Cinque o sei anni fa la gestione era diversa. Oggi tutti questi elementi messi insieme fanno la differenza. È anche per questo che si è reso necessario l'intervento dell'elicottero».