Il Fentanyl sta lasciando il posto alla droga naturale del momento: negli Usa ora è il Kratom a tenere banco. Naturale, perché non è un oppioide sintetico e non rientra nelle stesse categorie, ma i dati più recenti indicano che il suo impatto sanitario sta aumentando rapidamente.

È una pianta di origine asiatica, la Mitragyna speciosa. Fa parte della farmacopea della medicina tradizionale per gli agricoltori del Sud-Est asiatico, specie in Paesi come in Thailandia, Indonesia e Malesia che lo utilizzano per alleviare la fatica e come stimolante. Una sostanza che, però, può portare a conseguenze molto gravi: una persona su 6 che l’ha assunta ha dovuto fare ricorso al ricovero in ospedale.

“È un eccitante - conferma Carlo Alessandro Locatelli, tossicologo clinico e direttore del Centro Antiveleni (Cav) - Centro nazionale di informazione tossicologica agli Istituti clinici scientifici Maugeri Irccs di Pavia -. Ma, inevitabilmente, porta poi alla fase down-depressiva e ad effetti collaterali anche pesanti, con danni ai neuroni”.

Impennata di casi negli Usa

Il rapporto più recente sul Kratom indica un aumento del consumo che ha raggiunto il 1200% tra il 2015 e il 2025, periodo in cui si è passati da 258 a 3.400 casi. Ma uno studio aveva già evidenziato un’esplosione del fenomeno. La ricerca, pubblicata sulla rivista Addiction (https://onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.1111/add.70416), indica una crescita di consumo della sostanza del 6.500% in 13 anni.