Ogni giorno che passa il “Caso Minetti” si sgonfia sempre più. Anche dall’Uruguay continuano ad arrivare notizie che smontano le ricostruzioni del Fatto Quotidiano di Marco Travaglio. L’ultima smentita alle “indiscrezioni” del quotidiano arrivano dall’allora capo dell’Inau (l’agenzia uruguaiana che si occupa di adozioni) Pablo Abdala, oggi deputato del Partido Nacional, all’opposizione nel Paese. «L’adozione da parte della coppia Minetti-Cipriani è stata condotta con successo e nel rispetto della legge», ha spiegato il parlamentare ai media sudamericani.
«Sul caso sono intervenuti diversi magistrati, poiché ad un certo punto era stato persino presentato un ricorso per tutela costituzionale». Insomma, secondo l’ex direttore dell’Inau «c’è stato un intervento della magistratura in merito all’affidamento provvisorio del bambino alla famiglia adottiva e la sentenza che ha decretato la separazione dalla famiglia biologica e l’adozione piena». E ancora: «Sono stato presidente dell’Inau dall’aprile 2020. Questa situazione ha avuto inizio nel 2018 quando il bambino è stato dichiarato adottabile ed è stato affidato all’ente. Nel corso del 2019, poi, si è instaurato un legame tra il bambino e la famiglia adottiva, accompagnato da sentimento di affetto reciproco». Questo, sempre secondo Abdalka, è quanto emerge «dalla sentenza che ha portato al processo d’adozione». Infine l’ex diretto dell’Inau ha chiarito che «il legame è nato in seguito alla visita della coppia alla casa famiglia dell’istituto nel 2019» e che «i bambini ospitati nella casa famiglia andavano a trovare i genitori adottivi nel loro ranch, dove trascorrevano un pomeriggio, accompagnati dagli educatori e dal personale della casa famiglia. Questa- ha concluso Abdala - è una pratica comune per i bambini affidati all’Inau nell’ambito di vari progetti».












