Ha fatto volare il suo drone agricolo nelle vicinanze dell’aeroporto di Cuneo Levaldigi. Senza licenza di volo, né autorizzazione, né assicurazione. Un reato di cui dovrà rispondere penalmente. E rischia anche una multa pesantissima un agricoltore di 55 anni, denunciato alla Procura di Cuneo per una serie di violazioni al Codice della Navigazione e dai regolamenti dell’Enac (Ente nazionale per l’Aviazione civile). È accaduto alcuni giorni fa. Protagonista un imprenditore agricolo residente nella zona che stava irrorando di diserbante un terreno di proprietà. Una pratica in forte crescita e sempre più diffusa nel mondo agricolo, perché i droni professionali dotati di serbatoio per liquidi fitosanitari e altri trattamenti, consentono di coprire un ettaro anche in 15 minuti e con la massima precisione. In questo caso, l’aeromobile a pilotaggio da remoto era un quadricottero del peso di 32 kg con batteria istallata e un diametro (in assetto di volo, bracci ed eliche aperti) compreso tra 2,50 e 2,70 metri. Un mezzo che interessa solo professionisti con patentino e altamente specializzati, dal costo sul mercato tra 15 e 20 mila euro, in grado di volare a una distanza di 7 km dal trasmettitore, talmente voluminoso da non poter essere trasportato all’interno di un’auto.