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Esposto alla Cedu. Israele interroga Avila, vicino al regime iraniano e ad Hannoun

Denunce, proteste, manifestazioni. Il motivo? Il sequestro delle imbarcazioni della Flotilla (che voleva forzare un blocco navale) da parte di Israele, avvenuto tre giorni fa in acque internazionali al largo delle coste greche. E, mentre l'opposizione, Pd compreso, si schiera con loro, chiedendo alla premier di condannare il gesto di Israele (cosa che lei ha già fatto), c'è chi va oltre: la Global Sumud ha pensato bene di depositare "un ricorso urgente alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo" contro "lo Stato italiano, nell'interesse di due attivisti, Saif Abukeshek Abdelrahim, di cittadinanza palestinese, e Thiago de Avila e Silva Oliveira, di cittadinanza brasiliana, attualmente detenuti arbitrariamente dalle autorità israeliane". Questo perché, comprensibilmente, le autorità israeliane hanno deciso di sottoporli a un interrogatorio. Ma di chi stiamo parlando? Di due soggetti il cui passato (e presente) non è propriamente limpido. Per quanto riguarda Ávila, a novembre lo abbiamo visto sfilare sul carro della manifestazione pro Pal e farsi fotografare con fare sorridente vicino a Mohammad Hannoun, oggi in carcere in regime di massima sicurezza con l'accusa di essere il capo della cupola di Hamas in Italia, e ad Abu Omar, referente dell'associazione Abspp di Hannoun per il centro Italia e in particolare per Roma. Ma c'è di più perché Ávila, grande amico di Francesca Albanese e dell'attivista Greta Thunberg, ha dei legami sui generis con il regime iraniano: ha ricevuto un premio dall'ambasciata iraniana in Brasile il 27 marzo del 2025, come confermato da lui stesso tramite i social: "Che grande onore. L'altra sera ho ricevuto un premio dall'ambasciata iraniana in Brasile per il mio lavoro nella comunicazione e solidarietà con il popolo palestinese", scriveva lo stesso Avila come commento di una foto con in mano il riconoscimento ricevuto.