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Uno dei due italiani, che non ha firmato il rimpatrio volontario, ora vuole intraprendere un'azione penale contro lo Stato di Israele

Sono rientrati in Italia i due attivisti connazionali che si trovavano a bordo della nave Handala della Freedom Flotilla che ha tentato di raggiungere la Striscia di Gaza, nonostante sia in vigore un blocco navale. La nave, con tutti i 21 componenti del suo equipaggio, è stata infatti abbordata dalla Marina israeliana e condotta in un porto dello Stato ebraico, dove tutti gli attivisti sono stati identificati e poi rimpatriati. E ora, uno degli italiani, ha annunciato la sua intenzione di denunciare Israele con l'accusa di averlo sequestrato.

"Ho deciso di provare a intraprendere un percorso penale contro lo Stato di Israele per il sequestro illegale e illegittimo dell'equipaggio", ha dichiarato il barese Tony La Piccirella. Dal momento dell'abbordaggio, ha proseguito l'attivista, "si è parlato di un sequestro di persona C'è stato un intervento di venti militari armati che hanno preso possesso dell'imbarcazione dirottandola in Israele. Durante quelle otto ore ci hanno fatti stendere a terra in coperta, sotto la minaccia di armi". Ha poi aggiunto che i militari "hanno tagliato ogni comunicazione e hanno acceso una telecamera che ci seguiva, mentre un infermiere cercava di aiutarci con cibo e acqua", che però loro non hanno accettato perché si erano dichiarati in sciopero.